Il mondo sommerso di Portofino
- Friendly Fins
- 1 nov 2023
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 30 mar 2024
Come si presenta
La bellezza naturalistica di questo luogo è unica!
Il monte, alto 620 m, è ricco di sentieri che collegano i due comuni, interamente percorribili solo a piedi e con panorami a picco mozzafiato.

Circa a metà strada tra Camogli e Portofino. si apre una grossa baia: la baia di San Fruttuoso, che ospita una delle abbazie più antiche d'Italia: un monastero benedettino dell’anno mille. La tradizione vuole che sia stato proprio un martire, chiamato Fruttuoso, a scegliere la baia per insediarci una chiesa che, nei secoli divenne l’abbazia di San Fruttuoso.
Questo luogo magico, oggi diventato patrimonio del FAI, è visitabile e raggiungibile solo via mare con il traghetto o barche private oppure tramite i sentieri del monte, (solo per trekking esperto).
La baia di San Fruttuoso nasconde inoltre un altro speciale segreto marino a 300 m dalla spiaggia: il Cristo degli Abissi.
Il cristo degli abissi
Questa statua in bronzo è stata posizionata nella baia nel 1954 a circa 15 m di profondità. Grazie alla dimensione, è facilmente visibile anche dalla superficie facendo snorkeling, ma sicuramente rimane una delle immersioni più suggestive del promontorio.

Immersioni a Portofino?
Ebbene si, il promontorio di Portofino custodisce un’area marina protetta istituita nel 1999, d’importanza fondamentale per proteggere la biodiversità marina della costa ligure e del Mar Mediterraneo.
Come tutte le aree protette anche Portofino è divisa in tre zone a protezione differente: zona A,B,C.
La zona A
È la zona di protezione totale, in cui è vietato nel modo più assoluto entrare: snokeling, balneazione, immersioni, diporto, entrata da terra, nessuno può avere accesso all’area ad esclusione della ricerca scientifica. Essendo un luogo decisivo per il ripopolamento delle cernie, solo ai ricercatori è concessa l’entrata per fini scientifici.
La zona A di Portofino si chiama Cala dell’Oro e si trova nella baia adiacente alla baia di San Fruttuoso, i suoi confini sono ben evidenti da una Torre imponente a est e delimitata dalle boe fino alla fine della baia a ovest.
La zona B
È la zona di maggior interesse per l'attività subacquea, l’area vanta 22 punti d’immersione da Punta Chiappa, (punta ovest) e Punta Faro (punta est). Le immersioni sono molto varie, dalle pareti mozzafiato del Dragone e Torretta, alla secca dell'Isuela e Gonzatti. Verso punta Faro si trova anche un relitto che ogni anno attira molti appassionati: il Mohawk deer, di 120 m di lunghezza, affondato dopo una potente tempesta nel 1967, è adagiato quasi interamente, in assetto di navigazione da una profondità di 15 metri fino ai 45 m. Il relitto è ancora conservato in buono stato.
Nella zona B incontriamo una delle biodiversità meglio salvaguardate del Mediterraneo:
Il coralligeno, ossia un insieme di animali e vegetali in grado di produrre carbonato di calcio che man mano cresce anche dopo la morte degli stessi. Il coralligeno cresce in

zone di scarsa illuminazione e arricchisce le scogliere mediterranee di vita, dalle alghe calcaree (tra i maggiori costruttori), ai coralli, spugne e briozoi che occupano solo la parte più superficiale della parete. Quello che dobbiamo notare però è la struttura stratificata e ricca di anfratti che ospita numerose specie permettendo la coesistenza in un piccolo ambito spaziale di organismi appartenenti a decine di specie diverse, tra cui quelli di maggior interesse subacqueo come il corallo rosso e la gorgonia.
La zona C
Zona di protezione parziale dobbiamo immaginarcela come un cuscinetto tra la riserva stessa e il resto del mare. Le aree marine protette non vivono solo per sé stesse ma, funzionando bene, creano un beneficio anche al mare circostante. Come?
Grazie ai programmi di protezione di animali e vegetali, essi possono riprodursi senza soffrire della pressione della pesca e quindi aumentare di numero e dimensione, una volta adulti, uscire dalla riserva e quindi incrementare le popolazioni esterne, con vantaggi anche per la pesca.
Altro fenomeno importante è la dispersione delle larve che vengono prodotte all’interno della riserva in condizioni sicure e tranquille per poi essere disperse fuori a colonizzare nuovi luoghi.

Le aree marine protette sono di fondamentale importanza per la tutela dell'ambiente marino a livello mondiale e piano piano iniziano a essere istituite in numerosi luoghi chiave in tutti gli oceani. Di lavoro ce n'è ancora da fare però e grazie all'aiuto di tutti saranno sempre più numerose!
Davvero possiamo contribuire alla nascita di nuove AMP? Come?
Con la citizen science! La scienza che possono fare tutti semplicemente osservando, fotografando e registrando alcuni semplici dati!
Il contributo di tutti aiuterà a far capire ai ricercatori i luoghi di maggior concentrazione di determinate specie chiave, corridoi migratori, zone di riproduzione e di nursery. Tutte queste sono informazioni fondamentali per poter proporre appunto un'area marina protetta.
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